Pragmatica della Comunicazione Umana
Rubo il titolo per questo post, al libro dello psicologo Paul Watzlawick, per parlare, brevemente, dei paradossi nella comunicazione tra le persone.
Citando Watzlawick alla lettera, il paradosso comunicativo più evidente è l’esortazione “sii spontaneo”, infatti è evidente che, sempre per usare parole dello psicologo: “è paradossale esortare qualcuno ad essere spontaneo”, visto che qualsiasi sia il tipo di comportamento messo in atto in risposta all’esortazione non potrà, assolutamente, essere spontaneo, questo perchè: “essere spontaneo significa fare qualcosa senza l’influenza di alcuno”.
Spesso, senza che sia possibile rendersene conto, il risultato della comunicazione è diametralmente opposto alle aspettative iniziali di chi comunica, anzi, di chi cerca di comunicare.
Questo accade, specialmente, quando si scelgono delle parole o delle frasi, che diventano dei veri e propri KILLER o BOOMERANG comunicativi.
Esistono infatti categorie di “costrutti verbali” che ottengono l’effetto opposto di quello che, in apparenza vorrebbero e dovrebbero raggiungere: le FRASI KILLER sono parole capaci di “uccidere” la comunicazione; le FRASI BOOMERANG sono quelle parole che pensate e pronunciate per ottenere un determinato risultato, di fatto, ottengono l’esatto contrario.
Si sta usando una frase KILLER se si dice: “non voglio che ti preoccupi".
Il rischio che si corre in questo modo è di attivare nell’interlocutore proprio la “preoccupazione”.
Anche dire: “non credere che ti stia ingannando” o “non sto dicendo che penso che tu sia una persona cattiva”, induce, a ben riflettere, a pensare proprio la cosa che si sta negando.
Credo, pertanto, che se l’obiettivo è che l’interlocutore “non pensi” una “tale cosa” è molto più efficace indirizzarlo verso ciò che “si vuole che pensi” piuttosto che verso ciò che "si vuole che non pensi”.
Di contro: “ Vorrei essere estremamente sincero…” è invece una frase BOOMERANG visto che, molto probabilmente, porterà a pensare che, normalmente, non si è sinceri, oppure che è una frase di circostanza che viene detta a chiunque… In entrambi i casi la reazione sarà sicuramente negativa.
Altri esempi di frasi BOOMERANG sono: “voglio dirti la verità”, che implica che di solito non la si dice oppure “per dirla tutta” che sottintende il fatto che di solito si tengono delle cose nascoste.
La consapevolezza dell’esistenza, in senso strettamente comunicativo, di frasi KILLER e BOOMERANG dovrebbe fare riflettere ogni volta che ci si appresta a parlare:
l’efficacia della propria comunicazione dipende, infatti, da molteplici fattori, uno dei più importanti è, senza dubbio, legato alle parole che si scelgono di utilizzare.
L’allenatore, il tecnico, l’insegnante dovrebbero prestare attenzione ed allenarsi a costruire frasi che possano raggiungere meglio l’obiettivo prefissato.
Questo è della massima importanza se si vuole diventare degli efficaci comunicatori: è auspicabile che, ogni volta che si elabora una strategia di comunicazione si debba anche ragionare sull’effetto, negli interlocutori, delle parole che verranno usate.
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