reclutamento

Board of Dreams

Gio, 08/11/2012 - 13:42 -- Fabio Borselli

Da sempre partecipo a Lucca Comics, kermesse nata per gli appassionati del fumetto che si è estesa, nel tempo, ai cultori del “Game”, in tutte le sue forme, ma non solo.

Da quando Niccolò, mio figlio, ha raggiunto l’età per condividere la mia passione per i fumetti e per i giochi, integrandola, con quella per i videogames, la trasferta lucchese è un evento atteso e preparato con largo anticipo, una giornata “padre e figlio” irrinunciabile.

Anche quest’anno, stipata l’auto di fidi compagni di viaggio, siamo partiti all’alba per avventurarci nei meandri di una cittadina toscana trasformata, da una folla di gente rumorosa e sgargiante, in un mondo che sembra uscito, direttamente, dalla mente di Moebius.

Voglio raccontare del fortunato incontro avuto, nel padiglione dedicato ai giochi, con Marco Pieri, toscano anche lui, ed inventore del gioco Board of Dreams, dedicato al baseball.

Devo dire che mi sono presentato allo stand dei giochi autoprodotti, pronto a trovarmi di fronte al solito “giochetto” che, alla bene e meglio, avrebbe tentato di riprodurre la semplice complessità del gioco del baseball. Sono un veterano delle simulazioni da tavolo del baseball ma, sono sempre rimasto deluso dalle varie trasposizioni.

Invece Board of Dreams è proprio un gran bel gioco.

L’ho provato per una mezz’ora ed una volta capita la meccanica del turno, la partita fila via che è una meraviglia, è molto divertente e coinvolgente ed ha una serie di caratteristiche “nascoste” che, se possono sfuggire a chi conosce poco il baseball sono, per l‘appassionato, una piacevole scoperta.

Oltre a provare a giocare mi sono fermato a guardare chi giocava e ho notato in coloro che avvicinavano al tavolo digiuni di baseball, dopo pochi minuti di spiegazione e di gioco, una sorta di illuminazione su questo sport ritenuto, dai profani, incomprensibile ed astruso, popolato di regole oscure ed azioni non logicamente spiegabili.

Ho voluto scrivere queste due righe, che non sono certo una recensione, proprio per queste sensazioni provate in poco tempo intorno al tavolo da gioco. Marco ha inventato un gioco, che come gioco, funziona benissimo ed è molto, molto divertente. Penso però che, allo stesso tempo, abbia costruito un mezzo di diffusione della “conoscenza” del baseball. Un altro modo per avvicinare al “vecchio gioco” persone che mai l’avrebbero pensato possibile.

Sperando di fare cosa gradita segnalo il sito web e la pagina facebook di Board of Dreams.

Devo ringraziare Marco per la pazienza che ha avuto con me al suo stand e devo anche ringraziarlo per aver regalato agli appassionati la possibilità di giocare a baseball anche lontano dai campi, rendendo, sicuramente, l’inverno meno lungo.

Quando arriva la primavera?

Ven, 17/12/2010 - 17:27 -- Fabio Borselli

Penso che l’inverno sia, al tempo stesso, la stagione peggiore e migliore per fare il mestiere dell’allenatore.

La migliore perché è il momento della progettazione e della costruzione, la migliore perché, finalmente, si ha il tempo per fare tutto quello che, durante la stagione agonistica, ci siamo “appuntati” dicendo “…su questo devo lavorarci quest’inverno….”.
La peggiore perché non si gioca, almeno non sul serio e, diciamocelo, il softball è soprattutto giocare, giocare, giocare.

Ma l’inverno è lungo e faticoso anche perché, per quanto si possa pianificare e costruire, manca la verifica immediata del lavoro svolto, manca il conforto di scoprire quanto è stato fatto può essere usato con profitto in gara, che i miglioramenti ci sono e le correzioni funzionano.

Però, anche d’inverno, ci sono giornate che rendono il clima meno freddo e che ricaricano le batterie, sono quelle giornate in cui, magari dopo settimane in cui nulla sembra andare nella direzione voluta, improvvisamente, tutta insieme, la squadra, la classe, il gruppo, accendono la luce e ti fanno capire che hanno capito!

Mi è successo in palestra, l’altro giorno, in una scuola elementare: la classe, una quinta, molto numerosa e molto vivace, ha improvvisamente cominciato a giocare a baseball!
Quello che prima era un gioco “imposto” dall’istruttore, non ben compreso e, francamente, molto brutto da vedere e noioso da giocare, è diventato, nello spazio di un attimo una VERA partita di baseball!

Tutti i ragazzi hanno cominciato a ricordarsi il punteggio, il numero degli eliminati e, addirittura, la zona dove gli avversari avevano battuto il turno prima .Non basta: i ricevitori chiamavano il gioco, la difesa provava soluzioni più complesse che il semplice out in prima base e il gruppo cooperava per fare l’eliminazione. Non basta ancora, i corridori non si sono più fatti cogliere fuori base e non c’è stato nemmeno un out per aver corso prima di una eliminazione al volo.

Davvero un grazie di cuore alla 5ᵃ A!
Grazie per aver portato una giornata d’estate in questo lungo inverno senza softball.

Realizzazione Interventi di Promozione per il Baseball e Softball nella Scuola

Mer, 18/02/2009 - 23:09 -- Fabio Borselli

L’intervento promozionale per il baseball ed il softball all’interno della scuola è articolato nel modo seguente

gestione diretta del progetto

  • definizione e stesura del progetto
  • presentazione agli organi direzionali della scuola
  • calendarizzazione dell’intervento
  • effettuazione del ciclo di lezioni previste dal progetto
  • creazione di rapporti con il corpo insegnante
  • organizzazione evento finale di reclutamento
  • consulenza e risoluzione problemi

progettazione intervento nella scuola

  • definizione e stesura del progetto
  • presentazione agli organi direzionali della scuola
  • calendarizzazione dell’intervento
  • formazione degli operatori che svolgeranno l’intervento
  • organizzazione evento finale di reclutamento
  • consulenza e risoluzione problemi
Abbonamento a reclutamento