Board of Dreams
Da sempre partecipo a Lucca Comics, kermesse nata per gli appassionati del fumetto che si è estesa, nel tempo, ai cultori del “Game”, in tutte le sue forme, ma non solo.
Da quando Niccolò, mio figlio, ha raggiunto l’età per condividere la mia passione per i fumetti e per i giochi, integrandola, con quella per i videogames, la trasferta lucchese è un evento atteso e preparato con largo anticipo, una giornata “padre e figlio” irrinunciabile.
Anche quest’anno, stipata l’auto di fidi compagni di viaggio, siamo partiti all’alba per avventurarci nei meandri di una cittadina toscana trasformata, da una folla di gente rumorosa e sgargiante, in un mondo che sembra uscito, direttamente, dalla mente di Moebius.
Voglio raccontare del fortunato incontro avuto, nel padiglione dedicato ai giochi, con Marco Pieri, toscano anche lui, ed inventore del gioco Board of Dreams, dedicato al baseball.
Devo dire che mi sono presentato allo stand dei giochi autoprodotti, pronto a trovarmi di fronte al solito “giochetto” che, alla bene e meglio, avrebbe tentato di riprodurre la semplice complessità del gioco del baseball. Sono un veterano delle simulazioni da tavolo del baseball ma, sono sempre rimasto deluso dalle varie trasposizioni.
Invece Board of Dreams è proprio un gran bel gioco.
L’ho provato per una mezz’ora ed una volta capita la meccanica del turno, la partita fila via che è una meraviglia, è molto divertente e coinvolgente ed ha una serie di caratteristiche “nascoste” che, se possono sfuggire a chi conosce poco il baseball sono, per l‘appassionato, una piacevole scoperta.
Oltre a provare a giocare mi sono fermato a guardare chi giocava e ho notato in coloro che avvicinavano al tavolo digiuni di baseball, dopo pochi minuti di spiegazione e di gioco, una sorta di illuminazione su questo sport ritenuto, dai profani, incomprensibile ed astruso, popolato di regole oscure ed azioni non logicamente spiegabili.
Ho voluto scrivere queste due righe, che non sono certo una recensione, proprio per queste sensazioni provate in poco tempo intorno al tavolo da gioco. Marco ha inventato un gioco, che come gioco, funziona benissimo ed è molto, molto divertente. Penso però che, allo stesso tempo, abbia costruito un mezzo di diffusione della “conoscenza” del baseball. Un altro modo per avvicinare al “vecchio gioco” persone che mai l’avrebbero pensato possibile.
Sperando di fare cosa gradita segnalo il sito web e la pagina facebook di Board of Dreams.
Devo ringraziare Marco per la pazienza che ha avuto con me al suo stand e devo anche ringraziarlo per aver regalato agli appassionati la possibilità di giocare a baseball anche lontano dai campi, rendendo, sicuramente, l’inverno meno lungo.
