Rubare la terza base
Il grande libro delle regole mai scritte, ma tali da essere come incise nella pietra, consiglia:
“non concedere alla difesa il primo o l’ultimo out dell’inning nel tentativo di rubare la terza base”.
Lasciando ad ognuno la libertà di applicare o meno questo principio, vorrei provare a valutare le opzioni tattiche della rubata della terza base.
Per prima cosa facciamo un’analisi della meccanica, per così dire, del gioco del softball: sappiamo che la distanza tra prima e seconda base è, ovviamente, uguale a quella tra seconda e terza e che il tiro che il catcher deve fare per l’eliminazione del corridore che tenta di rubare la terza è più corto rispetto a quello verso il cuscino di seconda.
Se a ciò si aggiunge che, a differenza di quanto avviene nel baseball, i corridori non possono, teoricamente, staccarsi dalla base fino a che il lanciatore non ha rilasciato la palla, potrebbe essere lecito pensare che le possibilità di rubare, senza essere eliminati, la terza base sia un’azione difficile e complicata, riservata a corridori velocissimi e comunque una giocata ad alto rischio.
Continuando il parallelo con il baseball, però, si può anche notare che, per motivi legati alla copertura del campo interno su giochi di smorzata, il difensore della terza base, nel softball, si posiziona più avanti rispetto alla linea che unisce seconda e terza base, trovandosi, quindi, con la quest’ultima alle spalle.
Dall’analisi di questa, apparentemente, lieve differenza si può trarre una prima conclusione:
mentre nelle partite di baseball la copertura della rubata della terza viene fatta, solo ed esclusivamente, dal terza base, in quelle di softball, la difesa deve scegliere se far coprire la base dal terza base oppure se dare quest’incombenza all’interbase.
Nel primo caso concederei un po’ più di campo al battitore per un bunt, nel secondo obbligherei l’interbase a muoversi verso la terza rischiando, nel caso lo faccia un po’ in anticipo, di lasciare più terreno scoperto per una eventuale battuta diretta verso la sinistra dell’interbase stesso.
Il difensore di terza, aggiungo, deve muoversi all’indietro e girarsi per toccare il corridore, oltretutto dovrà andare a coprire il cuscino senza vedere se l’avversario si è effettivamente mosso per rubare, nel migliore dei casi avvertito dalla voce delle compagne in difesa. L’interbase, invece, può leggere la situazione direttamente e capire se c’è, effettivamente, un tentativo di rubata, ma dovrà ricevere il tiro mentre arriva sulla base, in corsa, più o meno, in contemporanea con il corridore.
In entrambi i casi le difficoltà dei difensori per la copertura del sacchetto, compensano, secondo me, gli apparenti svantaggi che possono incontrare i corridori, rendendo il tentativo di rubare la terza base, in prospettiva, una scelta tattica possibile e non così rischiosa,
Tornando alla regola citata all’inizio mi chiedo:
“ha un senso rubare la terza base con meno di due out?”
A favore del no c’è il fatto che, in caso di battuta valida, ho buone probabilità di portare a punto, con minimo rischio, il corridore. Quello che fa, invece, pendere la bilancia verso il si, è la considerazione che, dalla terza, posso quasi sempre segnare sia su una rimbalzante in diamante che produca un out in prima base, che su una volata agli esterni, naturalmente abbastanza profonda.
“Con due eliminati, perché non dovrei provare a rubare la terza?”
Solo per non correre il rischio di far terminare l’inning?
Non credo che sia una ragione plausibile e che sia sufficiente, da sola, a non sfruttare i vantaggi che questa azione può portare. In particolare, nelle partite con punteggio stretto, nelle quali le lanciatrici dominano i line-up avversari, concedendo rare occasioni di avere corridori sulle basi, rubare la terza base con due eliminati mette il corridore nella condizione di segnare, nelle seguenti situazioni:
- nel caso la lanciatrice faccia un ”illegal pitch”;
- su una valida interna (bunt o altro);
- se c’è un lancio pazzo o una palla mancata;
- su un errore degli interni;
- sull’ostruzione di un difensore ad un corridore, anche se non direttamente commessa su quello in terza base ;
- sull’interferenza del ricevitore al battitore;
Un ‘ultima annotazione, ma non certo marginale: preferisco chiamare la rubata con un battitore destro nel box di battuta, così da dare un piccolo aiuto al corridore, piuttosto che con un mancino, che lascia completamente aperta la visuale al ricevitore e, soprattutto, non lo ostacola minimamente nella sua azione di tiro sulla base.
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