Corsa sulle Basi: allenare le situazioni di gara
Parlando di Corsa sulle Basi, ho accennato al fatto che occorre programmare l’allenamento tenendo conto del carico, dell’intensità dello stesso e del recupero.
Occorre, infatti, rendere il lavoro coerente con il modello prestativo del softball, che, ricordo, prevede sforzi massimali seguiti da recuperi pressoché completi.
Cerco di inserire la corsa sulle basi non soltanto come momento ”esclusivamente dedicato” dell’allenamento, ma facendola anche diventare parte integrante di altri ”argomenti”.
Naturalmente è di fondamentale importanza che la capacità di ”far finta di…”, della quale parlavo nel post La sospensione della Realtà sia ben sviluppata, da un lato per impedire cadute di concentrazione ed interesse, dall’altro per stimolare gli atleti a mantenere alta l’intensità delle esercitazioni, requisito necessario per l’allenamento della velocità.
Preferisco programmare gli esercizi di corsa sulle basi all’inizio dell’allenamento, se questo è possibile, per far lavorare le atlete senza che siano già affaticate e cerco di dare, durante e dopo l’esercitazione stessa, adeguati tempi di recupero, il più possibile vicini a quelli che, effettivamente, si registrano in gara.
Senza avere la pretesa di esaurire l’argomento riporto, di seguito, a titolo di piccolo esempio, qualcuno degli esercizi che uso abitualmente:
Due fischietti
Mi piace far lavorare i corridori sul distacco dalla base e sul vantaggio quando le batterie sono impegnate nell’allenamento sulle sequenze di lancio:
ogni corridore, infatti, in questo modo ha la possibilità di perfezionare il proprio ”timing” di uscita allenandosi alla ”velocità reale”” della lanciatrice, quella che poi troverà in gara.
Per aiutare la lettura della sincronia tra distacco del corridore e rilascio della palla si possono dotare, a rotazione, due atlete del gruppo dei corridori di fischietto.
Una delle due fischierà al momento del rilascio della palla dalla mano della lanciatrice, l’altra quando il piede dell’attaccante abbandona la base.
La esatta sovrapposizione dei due suoni, o lo sfasamento temporale nell’una o nell’altra direzione, restituirà immediato feedback sull’effettivo ”timing”, permettendo i conseguenti aggiustamenti.
Catcher sulle ginocchia
Questo è un altro esercizio che si può proporre ai corridori mentre la batteria svolge il proprio lavoro di lancio, oppure mentre si fanno allenare i ricevitori al bloccaggio della palla a terra.
Di norma il corridore è posizionato in prima od in seconda base:
Il corridore deve prendere vantaggio sul movimento della lanciatrice e cercare di raggiungere la base successiva quando riesce a ”leggere” il lancio troppo basso ed anticipare una possibile palla a terra.
L’obiettivo dell’esercizio è quello di insegnare alle atlete a partire ogni qualvolta il catcher mette le ginocchia a terra per bloccare la palla, cercando di ”rubare” il tempo ed imparare a riconoscere, in anticipo, la situazione, per poter guadagnare la base successiva.
Batti se arrivi salvo
Il battitore affronta la batteria ed ha di fronte tutta la difesa schierata (come variante si possono aggiungere difensori in più, se vogliamo rendere più complicato il lavoro dell’attaccante).
Ogni battitore ha a disposizione, inizialmente, un solo turno di battuta, l’unica possibilità per guadagnarne altri, aggiuntivi, è quella di giungere salvo in base.
Per stimolare la sua voglia di rischiare nella corsa, si può differenziare il premio per il raggiungimento delle diverse basi, concedendo un numero di turni supplementari più alto se riesce a massimizzare il proprio avanzamento.
Si possono inserire moltissime altre varianti, ad esempio si possono premiare i punti battuti a casa aggiungendo turni di battuta sia al battitore che ai corridori.
Naturalmente si tratta di semplici spunti, di indicazioni di massima, che è sicuramente possibile modificare, integrare e migliorare.
Sono convinto che le migliori modalità per allenarsi, al meglio, le suggerisca proprio il gioco stesso.
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