baseball

I tecnici più bravi devono allenare le giovanili

Lun, 26/01/2015 - 09:00 -- Fabio Borselli

Ho sentito tantissime volte fare questa affermazione.

L’ho sentita ripetere, con convinzione, da tantissime persone:

tecnici, presidenti, appassionati.

Proprio per questa sua, apparente, universalità, credo che sia opportuno ragionarci sopra…

Comincio col dire, subito, che non sono assolutamente d’accordo!

Ma non nel senso che i tecnici “migliori” non debbano allenare le giovanili, anzi, magari ce ne fossero di quelli davvero bravi DIPONIBILI ad allenare i giovani.

Ed è proprio nella parola DISPONIBILITA’ che sta tutto il mio dissenso.

Credo che non esista l’allenatore perfetto:

ciascuno di noi ha capacità, conoscenze, attitudini e, perché no, abitudini e preferenze che lo portano a SCEGLIERE come e con chi lavorare.

Ci sono allenatori bravissimi, competenti, preparati che quando lavorano con atleti “maturi” danno il meglio di loro stessi, allo stesso modo ci sono allenatori bravissimi, competenti e preparati che danno il proprio meglio con i giovani giocatori.

Le distinzioni, anche in queste macro categorie, potrebbero continuare all’infinito:

c’è chi si trova meglio e preferisce lavorare con i principianti, chi con atleti adolescenti da far “maturare”, chi con quelli al culmine della carriera.

Ecco perché non credo, nella maniera più assoluta, che “i tecnici più bravi debbano allenare i bambini”.

Aldilà delle necessità per cui, spesso, capita che gli allenatori non possano scegliere e debbano, gioco forza, allenare la squadra disponibile al  momento (non dimentichiamo, come fanno in tanti, che il tecnico di baseball o di softball è poco più che un dilettante, spessissimo un volontario) credo che, quando questo è possibile, ciascuno debba seguire le proprie attitudini o, meglio, le proprie capacità.

Per questo le giovanili (le squadre di ragazzini e ragazzine, le squadre MINI, under 12 e under 14 e chi più ne ha più ne metta) dovrebbero essere allenate da allenatori bravi, preparati, competenti ma, soprattutto, da tecnici che VOGLIONO ALLENARE LE GIOVANILI.

Ne più ne meno di questo:

Se un allenatore è disponibile a lavorare con i giovani, gli viene “facile” e ne è capace, quello dovrebbe essere il suo posto.

Essere disponibili vuol dire, prima di tutto capire l’essenza dell’essere “tecnico” e capire la “filosofia del lavoro” cha sta dietro all’essere “tecnico di giovanili”.

E questa non è una cosa, assolutamente semplice.

L’allenatore di squadre di bambini e bambine (ragazzi e ragazze…) è prima di tuto un insegnante, un educatore, un mentore che deve accompagnare i principianti nella loro scoperta del gioco per  far si che, oltre a diventare bravi (se possono esserlo) diventino anche degli “appassionati” del gioco (in modo da non abbandonarlo se non diventano COSI’ bravi…).

L’allenatore di giovanili non vince (quasi mai) nulla, è bene dirlo, e gli “scudetti” e le “medaglie” non fanno (quasi mai) parte del suo palmares…

Le sue vittorie (poche, purtroppo, ma è nella logica dello sport) sono gli atleti che “diventano forti” quando crescono e che, loro si, vinceranno con qualcun altro; le sue sconfitte sono tutti quei bambini e bambine che, per un motivo o per un altro, non giocheranno a baseball o a softball, domani…

L’allenatore di giovanili è un insegnante che deve fare di tutto per rendere indipendente il proprio giocatore perché sa che, prima o poi, dovrà lasciarlo andare…

E queste sono solo alcune caratteristiche, altre ce ne sarebbero da raccontare…

Ecco perché penso che non basti, SOLTANTO, essere bravi tecnici, per allenare nelle giovanili, bisogna essere, per forza, BRAVI ALLENATORI DI GIOVANILI.

 

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Come promesso...

Mar, 20/01/2015 - 09:27 -- Fabio Borselli

Si è conclusa domenica scorsa la "campagna" di raccolta fondi collegata alla vendita di ANNO UNO, il libretto che raccoglie le striscie di CASA BASE, il baseball a fumetti.

Come più volte annunciato abbiamo donato un'euro per ogni albo cartaceo venduto (e avremo donato 50 centesimi per ogni ebook...).

Qui sopra è visibile la scansione del bonifico, effettuato ieri, in favore di quanti sono stati colpiti dall'alluvione del novembre 2014 a Massa Carrara.

La cifra versata, collegata alla nostra iniziativa, è veramente esigua: solo TRE EURO, ai quali si aggiungono quelli versati a titolo personale, dei quali, però preferiamo non parlare.

Chi volesse acquistare ANNO UNO può, naturalmente, ancora farlo, tramite il sito LULU.com, seguendo questo link, oppure sullo store di AMAZON, usando invece, questo link.

Un grande ringraziamento a chi ha voluto sotenerci in questa piccola iniziativa.

Chi cerca Trova

Lun, 19/01/2015 - 11:04 -- Fabio Borselli

Che la diffusione di internet abbia cambiato il mondo è cosa risaputa e, forse, anche un po’ banale da sottolineare.

Per noi, tremendamente appassionati di baseball e di softball al punto di averne fatto uno dei cardini della nostra vita, l’avvento della rete globale, con la miriade di informazioni in essa contenute, ha voluto dire l’accesso a tutto quello che, appena ieri, ci faceva sentire “dalla parte sbagliata dell’oceano”.

Quando io e il baseball ci siamo incontrati era il 1975.

Allora, ma anche abbondantemente dopo, era praticamente impossibile trovare informazioni o documentazione, minimamente fondata, che potesse accompagnarci alla scoperta di questi (purtroppo ancora oggi) “strani sport americani”.

Chi mi conosce sa che cito spesso il primo “articolo di tecnica” che abbia mai letto, intitolato “chi se la sente di fare un bunt”, pubblicato sulla gloriosa rivista TUTTOBASEBALL (& softball, volutamente minuscolo…).

Da allora è cambiato tutto e chiunque voglia “informarsi” o “studiare” il baseball ed il softball può tranquillamente sedersi davanti ad una tastiera e, sfruttando la potenza dei motori di ricerca, accedere ad un vero e proprio universo di conoscenza.

C’è veramente di tutto:

blog (come questo…), siti dedicati alla tecnica, al gossip, alle news, filmati, lezioni, web-tv e chi più ne ha più ne metta.

Una messe di informazioni che, virtualmente, coprono tutto lo scibile umano.

Sembrerebbe la situazione ideale:

ho bisogno di capire come il dito mignolo della mano si appoggia all’interno del guantone?

Nessun problema! Un paio di tentativi, che servono per aggiustare il tiro e per sistemare in modo ottimale le “parole chiave”, e si possono trovare filmati, realizzati dall’interno del guanto stesso, che mostrano, da almeno duecento angolazioni diverse, quale è “la tecnica giusta”.

Ora, senza tornare sul problema “tecnica giusta” (che ho affrontato nel post “tecnica o tecnicismo”) voglio soffermarmi sul problema della qualità delle informazioni reperibile nell’intricata tela del World Wide Web.

Come detto si può trovare di tutto… ed è, effettivamente, quello che si trova, appunto di tutto:

ho visto, accomunate dai “risultati della ricerca”, tecniche in completa antitesi tra di loro, indicazioni metodologiche contraddittorie, esercizi ed esercitazioni biomeccanicamente corrette e tecniche assolutamente dannose per l’anatomia umana…

Proprio perché  reperire informazioni è così facile occorre, di contro, essere molto prudenti, prima di tutto nel prenderle come “oro colato” e poi, nel decidere come usarle.

Mi è capitato, ad esempio, di veder utilizzare, durante un corso di formazione, un filmato pubblicitario che, oltre ad essere, dal punto di vista tecnico, non coerente con la spiegazione del docente, era anche “viziato” dall’utilizzo dell’attrezzo che pubblicizzava.

Ed ancora:

ci sono in giro per il web filmati a “10.000 frames per secondo” che in realtà non arrivano a 60, siti che consigliano esercizi che mettono a rischio la salute degli atleti.

Mi rendo conto che è difficile capire che non tutto quello che gira su internet, solo per il fatto di essere stato pensato, prodotto e caricato, sia assolutamente vero:

se il “prodotto finale” è confezionato dentro un sito web accattivante o  un filmato realizzato con mezzi super professionali difficilmente potrà essere percepito come “sbagliato”.

Eppure è indiscutibile che siti internet accattivanti e tecnicamente ineccepibili contengano, niente più, niente meno, che spazzatura.

E allora? Come trovare quello che si cerca senza “sbattere contro il muro” della suddetta spazzatura?

Credo che il primo passo verso un utilizzo consapevole dell’universo internet sia quello di assumere un atteggiamento “dubitativo a prescindere”, un approccio che impedisca alla nostra mente di etichettare come “giusta”, “ineccepibile”, “risolutiva”, qualsiasi cosa prima di averla sperimentata.

Personalmente ho imparato sulla mia pelle…

Ricordo come, qualche anno fa, un super tecnico americano, incontrato ad una Coach Convention, rispondendo ad una mia domanda precisa sull’apparente contraddizione tra due interventi di due suoi colleghi mi disse, più o meno, così:

“Fabio, negli Stati Uniti ci sono migliaia di allenatori… Se tutti dicessimo la stessa cosa come potremmo lavorare tutti?”

 

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Mar, 13/01/2015 - 14:23 -- Fabio Borselli

   

Softball Inside e CASA BASE, il baseball a fumetti, si erano fatti promotori, come ampiamente spiegato nel post intitolato “Canto di Natale”

, di un’iniziativa benefica a favore delle vittime dell’alluvione di MASSA CARRARA.

Dobbiamo registrare che, purtroppo, fino ad ora la “raccolta fondi” è stata dvvero modesta…

Noi crediamo che gli appassionati di baseball e softball sappiano fare di meglio!

Il sito LULU. Com sul quale è possibile acquistare “ANNO UNO” (qui il link diretto) ha lanciato un’offerta promozionale, valida fino al giorno 19 gennaio 2015 (lunedì prossimo…) azzerando le spese di spedizione del volumetto tramite posta (basta inserire, al momento della conferma dell’ordine, il codice SHQ15).

Per questo abbiamo deciso di prorogare anche la nostra “data di scadenza” e di renderla concomitante con lo scadere dell’offerta di LULU.com.

Ecco che, come già annunciato, quindi, doneremo UN EURO per ogni copia cartacea e 50 CENTESIMI per ogni copia in formato Ebook , del volumetto “ANNO UNO”, contenente le strisce di  CASA BASE, che verranno acquistate a tutto il 19 gennaio 2015.

Effettueremo il versamento di quanto raccolto, perciò, il giorno 20 gennaio 2015, su uno dei conti correnti indicati nella pagina web: “Alluvione Carrara. Aiuti alla popolazione: ecco come fare” aperta per l’occasione dal sito internet dell’amministrazione provinciale di Massa Carrara.

Ancora una volta un grande ringraziamento, in anticipo, a quanti vorranno partecipare all’iniziativa.

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