baseball

Mancano nove giorni a Natale…

Mar, 16/12/2014 - 09:07 -- Fabio Borselli

Come già ricordato, abbondantemente su questo sito,  noi di CASA BASE abbiamo collegato la vendita del libro, intitolato ANNO 1, che contiene tutte le strisce pubblicate durante il primo anno di vita del fumetto dedicato al baseball, ad una raccolta fondi in favore di quanti sono stati colpiti dalla recente alluvione a Massa Carrara.

Il libretto (64 pagine) si può acquistare sul sito LULU.com, seguendo questo link, oppure, a partire da oggi, anche su AMAZON.it, utilizzando, invece, questo link.

Vogliamo ricordare che doneremo UN EURO per ogni copia cartacea e 50 CENTESIMI per ogni copia in formato Ebook, acquistate dal 2 dicembre 2014 al 15 gennaio 2015 e che il versamento di quanto "raccolto" sarà effettuato il giorno 16 gennaio 2015, su uno dei conti correnti indicati nella pagina web: Alluvione Carrara. Aiuti alla popolazione: ecco come fare”, aperta per l’occasione dal sito internet dell’amministrazione provinciale di Massa Carrara.

Per tutti i particolari sull’iniziativa (e su alcune agevolazioni sulle spedizioni) si possono consultare i post Canto di Natale” e Natale: Casa Base, regali e solidarietà”, pubblicati su Softball Inside.

Mancano ancora nove giorni a Natale, c’è ancora tempo per  fare un regalo “baseball oriented” e dare una mano a chi è in difficoltà.

Tecnica o tecnicismo?

Lun, 08/12/2014 - 09:35 -- Fabio Borselli

La definizione di TECNICA, presa direttamente dal  Vocabolario Treccani, recita:

 (sostantivo femminile) dal greco, "arte" nel senso di "perizia", "saper fare", "saper operare" è l'insieme delle norme applicate e seguite in una attività, sia essa esclusivamente intellettuale o anche manuale.

Nello sport, per estensione, si può definire la TECNICA come un insieme di abilità da utilizzare per la risoluzione di un “compito sportivo”, nel modo più razionale ed economico possibile, organizzate nella loro struttura in modo tale da adattare il comportamento dell'atleta alle caratteristiche degli attrezzi o dei materiali, a quelle dell'ambiente, degli avversari e alle regole proprie di quello sport.

Uno dei presupposti perché la tecnica sia efficace è quello di avere chiaro il “problema motorio” che la tecnica stessa deve risolvere.

Per questo motivo le tecniche di una disciplina corrispondono ad una serie di tipologie “ideali” di movimento:

una serie di “modelli di risposta standardizzati” che si cerca di ripetere ogni qualvolta si presenta lo stesso compito motorio da risolvere.

E qui, visto che il baseball ed il softball sono classificati come sport DI SITUAZIONE, cominciano i problemi:

anche se apparentemente i “compiti motori” da risolvere sono abbastanza limitati, le condizioni in cui giocatori e giocatrici devono trovare “il bandolo della matassa” sono quanto di più variato si possa ipotizzare.

I battitori affrontano lanci sempre diversi per esecuzione, velocità, timing, rotazione, traiettoria, location, ecc..

D’altra parte anche i lanciatori non possono semplicemente limitarsi a “tirare la palla”, ma ogni lancio deve essere diverso dal precedente, per evitare che il battitore lo colpisca.

Potrei continuare parlando delle differenze tra ogni palla, battuta o tirata, che i difensori devono ricevere, raccogliere, prendere, afferrare… E su quanto tirare verso la prima base, la terza base o verso casa base, da qualsiasi posizione si tiri, sia una cosa completamente diversa.

Come dovrebbero allenarsi, dunque, giocatori e giocatrici di baseball e softball, per prepararsi ad affrontare tutte le DIVERSE situazioni che dovranno affrontare nelle partite?

Si, perché, qualora ce lo fossimo dimenticati, l’obiettivo finale della TECNICA (o forse è meglio dire delle TECNICHE) del baseball e softball non è l’ESSERE ELEGANTE o COREOGRAFICA, ma deve essere al servizio del gioco:

si tira la palla per eliminare un avversario, non per ottenere un punteggio da una giuria.

Torniamo alla domanda:

“come dovrebbero allenarsi giocatori di baseball e giocatrici di softball?”

Partendo dal presupposto che non è possibile, a mio avviso (ma sono abbastanza sicuro che sia così…) allenare le TECNICA senza tenere presente il gioco e, quindi, dimenticare che dopo una presa c’è quasi sempre un tiro, ha senso effettuare ripetizioni su ripetizioni, in pochissimo tempo, di gesti (i fondamentali) che, nella realtà delle gare, vengono ripetuti se non molto, almeno abbastanza, distanziati tra di loro nel tempo?

Non è neanche possibile pensare che la TECNICA si possa allenare con le stesse regole e modalità con cui si allenano, per esempio, le capacità condizionali:

far raccogliere 100 palline rimbalzanti (magari in pochissimo tempo, le ultime 95 delle quali in modo assolutamente lontano dalla situazione di gara) non garantisce che, poi, l’atleta riesca a prendere la 101esima (che sarà, lo sappiamo, la prima della prossima partita).

D’altra parte, però, le ripetizioni sono necessarie…

Il problema principale, secondo me, dell’allenare la TECNICA di gioco, nel baseball e nel softball, è che spesso, cerchiamo di rendere i giocatori il più UGUALI possibile a ipotetici modelli di “prestazione ottimale”, dimenticando che ogni atleta è diverso dall’altro, sia fisicamente che emotivamente, e che quello che “funziona” per l’uno potrebbe non funzionare per l’altro.

Purtroppo, invece, si sente sempre più spesso parlare per assoluti:

“si deve battere così!” oppure “il lancio non può essere che fatto così”.

Senza considerare CHI sia l’atleta che viene idealizzato a tal punto da diventare “canone tecnico di riferimento”, quale sia la sua struttura fisica, quali siano le sue caratteristiche emotive e come ragiona quando gioca.

Sarebbe bene, invece, lasciare ad atleti ed atlete la possibilità di INTERPRETARE il gioco, trovando la propria strada per  risolvere i compiti motori di cui parlavo all’inizio e che il gioco stesso gli metterà davanti.

Altrimenti, convinti d’insegnare LA TECNICA (magari accompagnata dall’aggettivo VERA), si finirà per “addestrare” atleti destinati a ripetere, solo e soltanto, una gamma molto limitata di gesti, impossibilitati dalla loro stessa “programmazione” a SAPERSI INVENTARE quella giocata che, spesso, risolve la partita.

 

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Benvenuti Elio e Spike

Mar, 02/12/2014 - 10:22 -- Fabio Borselli

Era il 10 ottobre.

Pubblicando questo post: "The Fans" ovvero diamo un nome ai supporter più sfegatati degli Atomics (accompagnato da apposita vignetta) avevamo chiesto ai fans di CASA BASE di aiutarci a trovare un nome per i due personaggi che nelle strisce impersonano i “super” tifosi, nella più stereotipata rappresentazione della categoria.

Ci sono voluti ben cinquanta giorni , due distinte fasi di voto ed una gran quantità di preferenze dei lettori per arrivare a “battezzare” i due frequentatori abituali dell’ATLETICS STADIUM, ma alla fine abbiamo il responso!

Abbiamo anche due lettori vincitori, perché un concorso che si rispetti ha, SEMPRE, dei vincitori.

Andiamo con ordine.

Cominciamo con i supporters:

il pubblico si è espresso e, con quasi il 55% delle preferenze, ha deciso che i nostri due spettatori preferiti si chiameranno ELIO e SPIKE.

Per chiare analogie con la loro “forma” fisica ELIO sarà il tifoso un po’ più “cicciotto”, mentre “lo smilzo” si chiamerà SPIKE.

Veniamo, invece, ai vincitori in carne ed ossa del concorso:

la MADRINA di ELIO è Barbara Canu, mentre il PADRINO di SPIKE è Fabio Chiarelli.

Ad entrambi, che saranno contattati nei prossimi giorni, spediremo il FANTASTICO premio finale:

una MERAVIGLIOSA stampa della vignetta, autografata da NOI: i SIMPATICISSIMI autori.

Chiediamo ai vincitori di fotografarsi con la vignetta, una volta che l'avranno ricevuta, e di darci l’autorizzazione a pubblicare la foto sulla pagina fecebook di CASA BASE.

Tutto qui!

Onore ai vincitori e ringraziamenti sentiti a tutti quelli che hanno, a vario titolo, partecipato al “concorso” e lasciateci salutare i nostri FANS con un caloroso:

“benvenuti a bordo ELIO e SPIKE”.

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