"MENTAL TRAINING E SOFTBALL" Di Graziano Primavera
Sale sullo sgabello virtuale dello SPEAKER’S CORNER Coach Graziano Primavera, giovane allenatore di softball in Abruzzo, dove segue la società del Tollo, attivamente impegnata nell'attività giovanile.
Coach Graziano è inserito nello staff tecnico del Progetto Verde Rosa della FIBS ed in quello delle rappresentative regionali di softball della sua regione.
Il suo intervento riguarda il MENTAL TRAINING.
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"In questo intervento voglio proporvi una riflessione su uno strumento a mio avviso molto utile ed interessante nel lavoro quotidiano di allenamento: il mental training.
Non son uno psicologo, di conseguenza non ho la pretesa di insegnarvi una tecnica. Da allenatore, però, mi sono confrontato spesso con l'utilità di questo strumento, è per questo che ho ritenuto utile ed interessante proporre una riflessione proprio su questo tema.
Ma che cosa è il mental training?
Il mental training è un utile strumento di potenziamento delle competenze tecniche in diverse discipline.
Quello che segue è un esercizio di visualizzazione che ho imparato ad un convegno di psicologia dello sport.
Spesso si utilizzano in questo senso esercizi di visualizzazione, che partono dal presupposto che allenare la mente a visualizzare aiuta il cervello a meglio mettere in moto i meccanismi del movimento e comandare le capacità coordinative e, di conseguenza, ci permette di far rendere al massimo le capacità condizionali.
Sono diverse le discipline in cui si utilizza la tecnica della visualizzazione. Il softball è una di queste.
Non è possibile eseguire un qualsiasi gesto sportivo se non lo si conosce e non lo si sa immaginare, è per questo che questo tipo di esercizi è molto utile, soprattutto nei periodi pre-season e in-season e in quei momenti in cui, come accade dopo un infortunio il corpo non si può allenare.
Tecniche di questo tipo ci consentono di ripetere e rivedere lo schema motorio senza caricare il fisico.
E' molto conosciuto l'esperimento fatto con dei giocatori di basket sui tiri liberi, per un periodo di 30 giorni gli atleti furono divisi in tre gruppi:
- un gruppo fu fatto riposare del tutto,
- un gruppo si allenò regolarmente,
- un gruppo si allenò solo sulla visualizzazione.
Dopo un mese quelli che riposarono, come ovvio, calarono drasticamente le percentuali, quelli che fecero solo visualizzazione incrementarono del 23% e quelli che si allenarono normalmente aumentarono del 24%.
Dalla sperimentazione si evince che la visualizzazione può essere un buon supporto all'allenamento “normale”. A tal proposito mi piacerebbe descrivervi le fasi più importanti di alcuni esercizi di mental training, quali:
1) PREPARAZIONE: In questa fase faremo chiudere gli occhi all'atleta e la guideremo verso una posizione il e rilassata e vicina a quella che deve assumere in partita.
2) VISUALIZZAZIONE: in questa fase ci si concentra sull’ immaginazione del gesto tecnico completo e corretto.
3) CONCENTRAZIONE: In questa fase si va a lavorare su una parte specifica del gesto tecnico in modo da migliorare la consapevolezza del gesto anche relativamente a quei passaggi che normalmente sono più critici.
4) ESECUZIONE: ovvero, l’esecuzione effettiva del gesto tecnico.
5) VALUTAZIONE: ovvero, una fase in cui si valutano gli esiti dei passaggi precedenti.
Esercizi di questo tipo come già detto possono essere estremamente utili nel migliorare la consapevolezza del gesto e la capacità di autocorrezione di eventuali errori che. con una semplice esecuzione motoria, possono sfuggire al controllo dell’atleta."
Graziano Primavera
