Il Blog di Softball Inside
Quando arriva la primavera?
Argomenti: baseball, dinamiche gruppo, reclutamento, scuola, squadra
Penso che l’inverno sia, al tempo stesso, la stagione peggiore e migliore per fare il mestiere dell’allenatore.
La migliore perché è il momento della progettazione e della costruzione, la migliore perché, finalmente, si ha il tempo per fare tutto quello che, durante la stagione agonistica, ci siamo “appuntati” dicendo “…su questo devo lavorarci quest’inverno….”.
La peggiore perché non si gioca, almeno non sul serio e, diciamocelo, il softball è soprattutto giocare, giocare, giocare.
Ma l’inverno è lungo e faticoso anche perché, per quanto si possa pianificare e costruire, manca la verifica immediata del lavoro svolto, manca il conforto di scoprire quanto è stato fatto può essere usato con profitto in gara, che i miglioramenti ci sono e le correzioni funzionano.
Però, anche d’inverno, ci sono giornate che rendono il clima meno freddo e che ricaricano le batterie, sono quelle giornate in cui, magari dopo settimane in cui nulla sembra andare nella direzione voluta, improvvisamente, tutta insieme, la squadra, la classe, il gruppo, accendono la luce e ti fanno capire che hanno capito!
Mi è successo in palestra, l’altro giorno, in una scuola elementare: la classe, una quinta, molto numerosa e molto vivace, ha improvvisamente cominciato a giocare a baseball!
Quello che prima era un gioco “imposto” dall’istruttore, non ben compreso e, francamente, molto brutto da vedere e noioso da giocare, è diventato, nello spazio di un attimo una VERA partita di baseball!
Tutti i ragazzi hanno cominciato a ricordarsi il punteggio, il numero degli eliminati e, addirittura, la zona dove gli avversari avevano battuto il turno prima .Non basta: i ricevitori chiamavano il gioco, la difesa provava soluzioni più complesse che il semplice out in prima base e il gruppo cooperava per fare l’eliminazione. Non basta ancora, i corridori non si sono più fatti cogliere fuori base e non c’è stato nemmeno un out per aver corso prima di una eliminazione al volo.
Davvero un grazie di cuore alla 5ᵃ A!
Grazie per aver portato una giornata d’estate in questo lungo inverno senza softball.
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Dove va la scuola?
Ieri pomeriggio, in palestra, una classe quarta della primaria………….
27 bambini 27!
Confusione? Molta!
Divertimento? anche quello molto, anzi, moltissimo!
Alla fine tutti i bambini hanno giocato a baseball/softball, naturalmente la versione scolastica, la maestra è andata via molto contenta, i bambini anche, io sono molto soddisfatto ed è stato fatto un buon lavoro di propaganda/diffusione del nostro sport.
Tornando a casa, però, una serie di pensieri hanno cominciato a girarmi per la testa:
tanti bambini per classe, mediamente, nelle scuole dove faccio gli interventi per i progetti relativi al baseball/softball, ci sono 23 bimbi, una sola maestra, per ogni torma di piccoli studenti, aggiungiamoci aule non proprio accoglienti, attività non sempre accattivanti e le palestre che sono, quando va bene, stanzoni malamente attrezzati, spesso utilizzabili con molti rischi e poco rispetto per le norme di sicurezza………
Naturalmente queste cose le vivo direttamente anche come genitore: mio figlio frequenta l’ultimo anno della primaria e quella che ho descritto è, purtroppo, la situazione della sua scuola.
Mi chiedo, quando qualcuno si accorgerà che non è questo il modo di fare educazione?
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Alla ricerca della Perfezione
Argomenti: allenamento, dinamiche gruppo, lezioni, softball, squadra, strategia, tecnica
Spesso ho sentito portare avanti il concetto della “ricerca della perfezione”: la battuta perfetta, il lancio perfetto, la giocata perfetta… Credo, però, che ricercare la qualità: nelle giocatrici, nei fondamentali, nel gioco non significhi necessariamente ricercare la perfezione.
Credo che quella della perfezione sia un’idea perdente, destinata al fallimento, per il semplice motivo che non è possibile raggiungerla. Il motivo, semplicissimo, secondo me, è che la perfezione non esiste, nessuno, in nessun campo delle umane attività la ha mai raggiunta: c’è sempre qualcosa in più da fare, da scoprire, da costruire.
Nello sport, se si pretende la perfezione, si ottiene il risultato che l’atleta, vedendo che non riesce a raggiungerla, comincia a considerarsi in modo negativo, comincia a ragionare in termini di fallimento o mancanza, questo perché non riesce ad arrivare all’obiettivo che gli abbiamo dato.
Tra i compiti di un allenatore, quello più importante è, sempre secondo me, saper individuare, fra tutti gli elementi da migliorare (in una atleta, in un fondamentale, in partita) quelli che sono decisivi per la vittoria. Questo significa stabilire delle priorità: creare una progressione del lavoro da fare, dare un preciso indirizzo alle attività tecniche, scegliere cosa fare o non fare subito.
Se abbiamo, ad esempio, 10 abilità da migliorare, è impensabile poter lavorare a fondo su tutte e 10, occorre scegliere: spingere sua alcune di esse fino a che non si ottiene il salto di qualità che ci siamo prefissi, mentre le rimanenti verranno affrontate in misura più marginale: non possiamo pretendere per tutte e 10 lo stesso livello di applicazione e soprattutto di miglioramento.
Ritengo che sia una delle cose più difficili da fare, ma stabilire delle priorità è l’unico modo per guidare il processo che porta alla vittoria, prima di tutto dell’atleta, poi della squadra ed, in ultima analisi, la chiave del successo nelle partite.
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Live from Parma.......
Argomenti: allenamento, didattica microteaching, softball, tecnica
Sono a Parma per il corso istruttori softball; ottima sessione, bella gente, uditorio attento e competente, buone vibrazioni, insomma, un bel week end di softball “parlato”.
Oggi esercitazione di “microteaching”, role play game in cui la sfida è coinvolgere la classe in una replica in piccolo del processo di allenamento, utilizzando i partecipanti al clinic nei ruoli di allenatori, atleti ed osservatori.
Due esercizi, durata 20 minuti ciascuno, quindi discussione su quanto fatto: in primis ascoltando le relazioni degli osservatori, poi commentando queste ultime con le impressioni dei parteciapanti (più) attivi.
Ne è venuta fuori un ora, forse anche qualche minuto in più, estremamente interessante, con scambi di idee e spunti di discussione ben oltre le aspettative.
Un’esperienza sicuramente da replicare ed una tecnica di insegnamento da inserire, a mio parere, nei programmi dei corsi destinati agli allenatori.
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Qualcosa si muove
Torno, stanco, ma molto soddisfatto, dal corso per operatori sportivi tenutosi a Tirrenia nel week-end.
Per me è stata la prima volta “dall’altra parte”, dietro il tavolo dei docenti ed ero molto emozionato.
Prima di tutto: c’era tanta gente!
Tanti tecnici, tanti amici e tanti appassionati, magari non tutti lì per proprio volere, qualcuno mandato, per forza, dalla propria società, ma quello che conta è che, comunque, ci fossero.
Ho visto facce perplesse. di quelli che pensavano di sapere già tutto e che si sono dovuti (ri)mettere in discussione; facce soddisfatte, di quelli che hanno avuto la conferma di essere sulla strada condivisa da altri; facce preoccupate, di quelli consapevoli di aver fatto molto, ma che hanno scoperto che c‘è ancora da fare almeno altrettanto; facce sornione, di quelli che hanno provato per primi a cambiare approccio ed ora, gongolano.
Ho visto, in ogni caso, tante facce e credo che, alla fine, per il nostro movimento, sia quello che più conta.
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Orario od Antiorario?
Ultimamente, girando per il web, mi sono spesso imbattuto in questo disegnino della ballerina che gira.
Mi sono chiesto a cosa servisse, oltre a, ovviamente, costituire un’esca per facili links a servizi vari.
La domanda che accompagna il disegno è: la ballerina gira in senso orario od antiorario?
Dopo avergli dato poco più che una semplice occhiata rispondendo che, OVVIAMENTE, la direzione della rotazione era e poteva essere una sola, ho cominciato a cercare di capire il vero senso della faccenda ed ho scoperto che la risposta giusta, in questo caso, non c‘è.
Dipende tutto da come si usa la testa!
La soluzione al quesito è infatti legata a quale dei due emisferi del cervello, destro o sinistro, in senso percettivo, domina sull’altro.
Quindi, se vedo la ballerina ruotare in senso orario, prevale la parte sinistra del cervello, la parte dedicata alla logica, all’attenzione per i dettagli, al linguaggio, alle scienze che si basano su studi pratici, di comprensione, conoscenza e apprendimento.
In pratica la parte razionale del cervello.
Se, invece, la vedo ruotare in senso antiorario, prevale l’emisfero destro, la parte che generalmente sovrintende alla percezione delle sensazioni, alla visione di insieme, all’immaginazione.
Di fatto la sezione dedicata all’irrazionalità.
Io l’ho vista sempre girare in senso orario, ma, guardando con un po’ più di attenzione, ho scoperto, con grande sorpresa e, devo dire, soddisfazione, che si può INVERTIRE la rotazione.
Ora, in conclusione, questo è solo un giochetto, reso possibile dal computer e lascia un po’ il tempo che trova, ma, riflettendoci, mi fa pensare che anche nel softball (come del resto nella vita) ci sono cose che crediamo di sapere o conoscere o definire esattamente, ma ………….
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Ci sono mazze e ci sono mazze.......
Argomenti: battuta, mazza. composito, softball
Mi sono chiesto spesso se, effettivamnte, ci siano diffrenze significative tra le mazze in composito e quelle in alluminio “normale”, a parte il prezzo, ovviamente.
Sapere se, per esempio, una mazza da 90/100 euro “funziona” (più o meno) come una da oltre 400 euro potrebbe aiutare nella scelta.
Naturalmente ho provato a scaricare dal web le specifiche delle varie mazze e …….. mi sono perso tra “fattori di vibrazione”, “coefficenti di assorbimento” ed altri indici che, francamente, ad un NON INGEGNERE, quale sono io, dicono poco o nulla.
Mi sono imbattuto in questo articolo relativo ad una ricerca svolta per calcolare il tempo di reazione, cioè quello a disposizione, dei lanciatori di softball slowpitch, per prendere la palla battuta da mazze di varia progettazione.
La risposta fornita dalla ricerca è che le mazze in composito danno una maggiore velocità di uscita alla palla, una volta che questa sia stata colpita, quindi per estensione (questo lo deduco io) una maggiore “lunghezza” delle battute.
Non so quantificare questa maggiore efficenza ma ho fatto una prova empirica: usando una di queste mazze al posto del fungo, arrivo più lontano e faccio meno fatica!
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E' finita la stagione!
Argomenti: allenamento, off-season, softball, squadra
Prima settimana di off-season, senza allenamento, solo riposo!
Naturalmente parlo della prima squadra, le piccole (cadette e ragazze) non si fermano, vista la loro, esile, stagione.
Quest’anno la fine dell’attività agonistica è arrivata all’improvviso, io avrei continuato a giocare ancora, ma dopo le ultime due partite ho visto la squadra tirare un sospiro di sollievo.
Abbiamo perso, giocando anche malino, ma negli occhi di tutte ho visto la voglia di staccare, di fermarsi e fare, per un po’, altro.
Dopo 12 mesi 12, con qualche breve pausa per Natale e Ferragosto, è giusto tirare il fiato.
Devo fare i miei complimenti alle “mie” ragazze, sempre presenti e fattive, mai fuori dalle righe, completamente concentrate e determinate, decisamente puntate verso l’obiettivo.
Ora siamo fermi da una settimana e per dirla con le parole di una di loro “si riscopre di avere tempo anche per qualcosa d’altro, tutto sembra rallentare….”.
Però, anche se sono riuscito ad arrivare a cena in orario, anche se sono riuscito a vedere un paio di film, uno anche al cinema! Anche se non sono, comunque, in ritardo per qualcosa e se non devo organizzare un’altro, ennesimo allenamento, a me, un po’ manca, manca la squadra, manca il campo, manca la certezza che “anche stasera ci sarà qualche problemino, da risolvere”.
Meno male che tra 10 giorni si ricomincia.
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Sono tornato
Argomenti: progetto, softball, web
In uno storico film sul baseball, intitolato “il Migliore”, un Robert Redford particolarmente ispirato, rispondeva alla domanda sul suo ritardato arrivo in Major League con la frase “sono stato trattenuto….”.
Questa risposta, nella sua semplicità, definisce bene il motivo per cui, non sono riuscito a scrivere (pubblicare, aggiornare, definire…) sul mio spazio web per così tanto tempo.
Ebbene, si, sono stato trattenuto!
Niente scuse alla Blues Brothers!
Si capisce che il cineme è la mia altra, grande, passione?
Niente proclami e niente promesse.
Softball Inside riparte da oggi.
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